Conferenza stampa Alga tossica 11.03.09


AGGIORNAMENTO 13.03.09
la nostra iniziativa ha sortito un primo effetto:
da oggi sul sito della regione sono disponibili una serie di dati sulla vicenda.
Ecco il link
http://www.regione.puglia.it/index.php?page=prg&id=18

Alga nella diga di Occhito: ARCO vuole vederci chiaro.

Con una lettera inviata all'Arpa Puglia, all'Acquedotto Pugliese e alla Regione Puglia, l'associazione di consumatori Arco Puglia ha chiesto formalmente l'accesso al fascicolo inerente i controlli effettuati e le comunicazioni intercorse tra l'Arpa Puglia, L'Arpa Molise, l'Acquedotto Pugliese, la Regione Puglia, l'Istituto Superiore di Sanità ed eventuali altri soggetti, aventi ad oggetto le analisi sulle acque del bacino dell'Occhito relativamente alla presenza della cosiddetta alga rossa Planktothrix rubescens.

E' stato inoltre chiesto di conoscere i risultati di tutte le analisi effettuate sulle acque del bacino dell'Occhito sia a monte che a valle del potabilizzatore per la determinazione delle concentrazioni di microcistine e del numero di cellule presenti nell'acqua, a partire dalla prima rilevazione.

Nonostante infatti le notizie confortanti pervenute in questi ultimi giorni da parte della regione Puglia, non è ancora stato chiarito da quando è stata rilevata l'alga tossica e cosa è successo prima che fossero poste in essere le misure cautelative rese note nelle ultime settimane.

Non è chiaro poi quale sia la situazione per i tredici comuni della Capitanata per i quali non è stato possibile miscelare l'acqua con quella proveniente da altri bacini idrici.

Ed infine, il fatto che non siano ancora stati resi noti i risultati delle analisi, non contribuisce certo a creare un clima di tranquillità.

In questi casi una seria, completa e trasparente attività di comunicazione è il miglior rimedio per evitare inutili allarmismi e tenere alto il livello di fiducia dei cittadini nei confronti dell'acqua pubblica.

Per questo ARCO, al fine di verificare la correttezza e la tempestività delle procedure poste in essere dagli enti preposti tese a prevenire qualsiasi rischio per la salute dei consumatori, ha avviato l'azione di accesso agli atti.

In realtà diverse dalla nostra è ormai principio di civiltà e prassi consolidata che chi si occupa della "cosa pubblica" divulghi on-line atti e documenti (corrispondenza, carteggi, bilanci, etc.) relativi alla propria attività al fine di consentire ai consumatori ed utenti dei servizi (in buona sostanza ai "datori di lavoro") la verifica della bontà dell'operato di questi.

Auspichiamo pertanto, che anche gli amministratori di casa nostra vogliano condividere tale basilare principio di civiltà e trasparenza consentendo a chi paga i loro stipendi di verificare la bontà e tempestività del loro operato in una vicenda, come quella che ci occupa, che si riferisce ad un servizio indispensabile di una risorsa, come l’acqua potabile, la cui mancanza si rifletterebbe direttamente sulla salute e sulla qualità della vita dell'intera collettività, provocando altresì un gravissimo disagio sociale.

Dott. Mario Salcuni
Segretario Prov.le Foggia
ARCO Consumatori























Multa di 500 mila euro per Tim e Vodafone

L’Antitrust ha sanzionato Tim e Vodafone per modifica unilaterale e sistematica dei piani tariffari senza fornire adeguate informative al consumatore.

La mancanza di informazione e trasparenza, si legge in una nota, ha impedito agli utenti di conoscere le caratteristiche delle nuove tariffe, le modalità di attuare la portabilità del numero da un operatore all’altro e le modalità di rimborso del credito residuo. I rincari, sono stati per profili medi in un anno da 49 sino a 83 euro, con picchi d’aumento sulle singole telefonate di oltre il 100%.


Tale sanzione però non restituisce agli utenti le cifre incassate automaticamente dai gestori, senza che i consumatori avessero alcuna possibilità di essere informati e di scegliere.

Alcuni utili suggerimenti per il risparmio idrico in casa



Una casa che faccia spendere poco o niente per il riscaldamento, e magari anche per la bolletta dell'elettricità, grazie al ricorso all'energia solare. Che riduca al minimo le emissioni di gas serra responsabili dei cambiamenti climatici e, in generale, tutto il suo impatto ambientale. E che in più sia sana da abitare: massima attenzione alla qualità dell'aria interna. Godono di crescente fortuna i “green buildings”, ossia gli edifici progettati e gestiti in maniera sostenibile ed efficiente.


Il linea generale, i principi ispiratori dei “green buildings” sono due. Il primo è l'architettura bioclimatica, ossia quella che progetta la casa cercando di adattarla nel migliore dei modi all'ambiente circostante e di ridurne i consumi energetici. La sua punta di diamante è la casa passiva, studiata in modo tale che non ci sia quasi bisogno di accendere i termosifoni e il condizionatore. Il secondo principio ispiratore è la bioedilizia: costruire facendo uso di materiali locali e “naturali”.


Ma manca ancora qualcosa alla già pur ecologica casa che consuma poca energia e che è costruita con materiali naturali. Il risparmio idrico e il giardino sono due temi di solito non centralissimi nella bioarchitettura, ma tutt'altro che trascurabili. Una serie di accorgimenti per risparmiare acqua in casa e nel giardino, dai riduttori di flusso alla micro-irrigazione, sono descritti nel quaderno “Pratiche di risparmio dell'acqua: tecniche comportamentali ”, pubblicato dall'assessorato all'Agricoltura, all'Ambiente e allo Sviluppo sostenibile della Regione Emilia Romagna. Il medesimo assessorato ha dedicato un altro quaderno a “Il risparmio d'acqua in giardino e nelle aree verdi ”, che fra l'altro elenca piante ed arbusti ornamentali meno esigenti in fatto di innaffiature. Fra gli altri, c'è anche un opuscolo pubblicato dalla Provincia Autonoma di Bolzano, “Linee guida per la gestione sostenibile delle acque meteoriche ". Mostra come raccogliere in una cisterna l'acqua piovana che cade sul tetto, ed a usarla per alimentare un impianto idraulico parallelo e distinto rispetto a quello della potabile. Diventa così possibile usare l'acqua piovana in tutti gli ambiti che non hanno a che fare con il cibo e con l'igiene personale, dimezzando il consumo di acqua potabile.



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