Da quando la Banca Centrale Europea ha deciso di emettere il suo primo Pronto Contro Termine a 12 mesi, nelle casse degli istituti di credito è arrivata una maggiore liquidità, che ha influito sui tassi Euribor riducendoli ai minimi storici, che al fixing del 26 giugno 2009 hanno registrato i nuovi minimi storici. La scadenza a un mese base 360 è infatti scesa allo 0,783% dallo 0,828% di ieri, mentre il tasso a 3 mesi ha toccato l'1,12% (da 1,145%). La notizia sarà senz'altro salutata con un certo sollievo dalle famiglie che hanno un mutuo a tasso variabile, i cui interessi sono proprio legati a questo tipo di tassi interbancari. A fine giugno, fra l'altro, saranno riparametrate le rate di molti prestiti casa, compresi quelli semestrali che ancora sono legati ai tassi di fine 2008, e c'è da mettere conto nei prossimi mesi un forte sconto rispetto al passato negli esborsi da versare alle banche.Mutui: le previsioni su Euribor e Irs
Da quando la Banca Centrale Europea ha deciso di emettere il suo primo Pronto Contro Termine a 12 mesi, nelle casse degli istituti di credito è arrivata una maggiore liquidità, che ha influito sui tassi Euribor riducendoli ai minimi storici, che al fixing del 26 giugno 2009 hanno registrato i nuovi minimi storici. La scadenza a un mese base 360 è infatti scesa allo 0,783% dallo 0,828% di ieri, mentre il tasso a 3 mesi ha toccato l'1,12% (da 1,145%). La notizia sarà senz'altro salutata con un certo sollievo dalle famiglie che hanno un mutuo a tasso variabile, i cui interessi sono proprio legati a questo tipo di tassi interbancari. A fine giugno, fra l'altro, saranno riparametrate le rate di molti prestiti casa, compresi quelli semestrali che ancora sono legati ai tassi di fine 2008, e c'è da mettere conto nei prossimi mesi un forte sconto rispetto al passato negli esborsi da versare alle banche.Intervista a Lorenzo Bottalico sui prodotti finanziari
Come consulente bancario dell'Associazione consumatori ARCO mi sento il dovere di lanciare un forte appello a tutti i piccoli risparmiatori privati a non cedere alle tentazioni ed alle lusinghe di facili guadagni prospettate dalle banche, dalle compagnie di assicurazione, dagli uffici postali o dai vari promotori finanziari.Il piccolo risparmiatore - per poter dormire sogni tranquilli senza rischiare di veder sfumare i sudati risparmi - deve assolutamente tornare ad investire esclusivamente in titoli di Stato (BOT e CCT). Troppi privati consumatori sono venuti presso di noi lamentando vistose perdite sui loro risparmi a causa di investimenti mal consigliati carpendo la buona fede e spesso (perché no) della totale ignoranza del risparmiatore in materia finanziaria. Infatti da diversi anni tutti gli Istituti di credito (tradizionali e telematici), le Compagnie di Assicurazione - ed ultimamente anche Poste italiane - immettono sul mercato una vasta gamma di prodotti finanziari senza badare all'effettivo profilo dell'acquirente sottoscrittore.
Vengono offerti prodotti assicurativi ed obbligazioni strutturate a soggetti che spesso non posseggono un'adeguata preparazione finanziaria, carpendo la buona fede da questi riposta verso il soggetto proponente l'investimento.
Con l'allettante proposta di rendimenti più appetitosi, vengono dirottati verso tali forme di investimento gran parte del cosiddetto Bot people spacciando l'operazione come altrettanto sicura rispetto ai titoli di Stato. Ovviamente le cose non stanno proprio così ed il vero affare viene concluso dal soggetto proponente che incassa subito - a sottoscrizione avvenuta - una commissione quadrupla o quintupla rispetto a quella prevista per la collocazione dei titoli di Stato.
E' pur vero che all'investitore viene consegnata - all'atto della sottoscrizione - la nota informativa che contiene tutti i particolari dell'operazione, ma tale documento, molto spesso non viene neppure sfogliato dal cliente che si accontenta della descrizione sommaria fornita dall'operatore. Costui, costretto da esigenze di budget a dover piazzare un certo numero di titoli, è spinto ad evidenziare i pregi ed a sottacere gli aspetti negativi dell'investimento.
I prodotti finanziari assicurativi - spesso contraddistinti dalla parola "index" - hanno la caratteristica di avere l'importo dovuto dal soggetto emittente direttamente collegato al valore di parametri di riferimento di uno o più indici finanziari. In pratica viene assicurato un rendimento considerevole per uno o due anni e poi, a seconda del verificarsi o meno di determinati eventi finanziari (ad esempio variazioni di alcuni indici azionari oltre un limite prefissato o oscillazioni di valute entro una precisa data di rilevazione), il rendimento può variare da zero ad un tasso massimo prestabilito. Poiché in realtà si tratta di una vera e propria scommessa che il più delle volte non si realizza a causa dei numerosi paletti posti, il rendimento di tale investimento - spacciato come interessante sulla base dell'alta remunerazione dei primi due anni - spesso nell'arco degli anni di durata (dai sei ai dieci), risulta inferiore a quello dei bot. Senza contare che tali titoli, a causa dell'andamento dei parametri di riferimento (spesso titoli azionari di grandi società), hanno forti oscillazioni nel corso della loro durata e quindi la disponibilità delle somme investite viene di fatto vaneggiata dalle deludenti quotazioni alla data del verificarsi di necessità economiche.
Il soggetto emittente si pone subito al riparo da eventuali turbolenze di mercato coprendo il rischio mediante un'obbligazione strutturata (tale denominazione indica un prestito che, anziché prevedere un interesse prestabilito a tasso fisso o variabile, lega il rendimento al verificarsi o meno di alcuni eventi finanziari), emessa da primaria compagnia di assicurazione o istituto di credito. Resta pertanto a carico dell'ignaro sottoscrittore il rischio che l'emittente dell'obbligazione strutturata non sia in grado di far fronte ai propri adempimenti (come purtroppo è accaduto con la Lehman Brothers che ha lasciato sul lastrico tutti i possessori di polizze - emesse da svariati istituti italiani - che avevano tale banca come emittente della garanzia).
Ultimamente anche Poste italiane ha voluto emulare banche e compagnie di assicurazioni offrendo ai correntisti di bancoposta prodotti assicurativi come "Postafuturomultiutile" e "Postafuturo Forza 4" ed obbligazioni strutturate come quelle emesse da Banca Imi. Tali collocamenti risultano ancora più inopportuni vista la tradizionale clientela di bancoposta costituita in grande maggioranza da piccoli risparmiatori da lavoro dipendente e da pensionati. Tali categorie di privati, distribuiti in tutti i centri anche piccolissimi, sono in massima parte completamente a digiuno anche della terminologia dei prodotti finanziari e quindi non in grado di poter valutare le offerte proposte dal personale delle poste.
In particolare lo strumento finanziario Imi è un'obbligazione strutturata scomponibile in una componente obbligazionaria a tasso fisso e in una componente derivata implicita. L'evento azionario (cioè la "scommessa" sottostante al titolo) si verifica laddove, in almeno uno degli anni di riferimento (dal 2011 al 2014) la media aritmetica dei valori di ciascuno dei cinque indici di riferimento (Nikkei, Dow Jones, Standard & Poor's, Swiss Market Index, Hang Seng), rilevati annualmente alle tre date di osservazione finale, non subisca un deprezzamento superiore al 10% rispetto alla media dei valori di ciascun indice alle date iniziali.
La commissione di collocamento risulta molto interessante per Poste italiane ed è pari al 3,60% del valore nominale sottoscritto. Inoltre bisogna sapere che il valore nominale sottoscritto viene suddiviso per l'84% come valore della componente obbligazionaria, il 12% come valore della componente derivata ed il 3,6% come commissioni di collocamento (pertanto il valore complessivo investito è di 96,4 ogni 100 versato). Questo comporta che il prezzo di realizzo delle obbligazioni, già il giorno dopo l'investimento, risulta decurtato di tale percentuale; inoltre, poiché le quotazioni sono soggette alle oscillazioni dei titoli azionari di riferimento, in caso di forti ribassi degli indici come sta avvenendo in questo periodo il prezzo di realizzo delle obbligazioni - in caso di necessità di liquidità dell'investitore - risultano fortemente penalizzanti.
Le obbligazioni sono soggette al rischio che la società emittente non sia in grado di pagare gli interessi o di rimborsare il capitale a scadenza ed inoltre non sono coperte dalla garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Questo titolo dà diritto ad una cedola del 5,40% lordi per i primi due anni e poi all'1,10% lordi per tutti gli altri anni se non si verificano gli eventi previsti dalle rilevazioni annuali; in questo caso - molto probabile - il rendimento complessivo dell'investimento è pari al 2,2% (al di sotto del rendimento medio dei titoli di Stato). Qualora invece la "scommessa" viene vinta - anche per un solo anno - sono previste alte remunerazioni.
Per i motivi sopraesposti riteniamo - come associazione di difesa dei consumatori - di dover criticare il proliferare di prodotti finanziari non adatti alla folta platea dei piccoli risparmiatori che dovrebbero poter dormire sogni tranquilli investendo in titoli di Stato o nei tradizionali Buoni fruttiferi postali.
Lorenzo Bottalico
SOCIAL CARD

A definire nel dettaglio i requisiti con cui è possibile ottenere la Carta acquisti è l’articolo 5 del primo dei decreti sopracitati. I cittadini italiani, residenti in Italia con età pari o superiore a 65 anni devono:
- essere soggetti incapienti;
- non godere di Trattamenti, ovvero godere di Trattamenti di importo inferiore a euro 6.000 o di importo inferiore a euro 8.000 se di età pari o superiore a 70 anni. Nel caso in cui l’importo dei trattamenti dipenda da redditi propri, il cumulo dei redditi e dei trattamenti deve essere inferiore a tali soglie.
- avere un ISEE, in corso di validità, inferiore a euro 6.000;
- non essere singolarmente o, se coniugato, insieme al coniuge intestatario/i di più di un’utenza elettrica domestica; di utenze elettriche non domestiche; di più di un’utenza del gas; proprietario/i di più di un autoveicolo; proprietario/i, con una quota superiore o uguale al 25%, di più di un immobile ad uso abitativo; proprietario/i con una quota superiore o uguale al 10%, di immobili che non sono ad uso abitativo o di categoria catastale C7; titolare/i di un patrimonio mobiliare, come rilevato nella dichiarazione ISEE, superiore a euro 15.000.
- non fruire di vitto assicurato dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni, per ricovero in istituti di cura di lunga degenza o detenzione in istituti di pena.
I soggetti di età inferiore a 3 anni devono invece:
- avere un ISEE, in corso di validità, inferiore a euro 6.000;
- non essere, insieme agli esercenti la potestà o ai soggetti affidatari intestatari di più di un’utenza elettrica domestica; intestatari di più di un’utenza elettrica non domestica; intestatari di più di due utenze del gas; proprietari di più di due autoveicoli; proprietario/i, con una quota superiore o uguale al 25%, di più di un immobile ad uso abitativo; proprietario/i con una quota superiore o uguale al 10%, di immobili che non sono ad uso abitativo o di categoria catastale C7; titolare/i di un patrimonio mobiliare, come rilevato nella dichiarazione ISEE, superiore a euro 15.000.
In relazione all’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), l’INPS ricorda che lo stesso viene determinato dall’Istituto attraverso presentazione di una dichiarazione sostitutiva unica, avente validità annuale, nella quale sono indicati gli elementi necessari per la sua determinazione.
Per favorire l’accesso alla Carta acquisiti da parte dei potenziali destinatari è stata spedita agli stessi nel corso nel mese di novembre una lettera esplicativa delle finalità e delle modalità di attuazione del programma della Social Card, il modulo di domanda per richiederne la disponibilità, nonché una breve guida che illustra i requisiti richiesti per avere diritto alla Carta e le modalità di compilazione della domanda stessa.La semplice ricezione della lettera informativa non costituisce ovviamente titolo a ricevere d’ufficio la Carta acquisti, i soggetti interessati dovranno, infatti, presentare domanda a Poste Italiane SpA.
I titolare della Card si vedranno accreditati mensilmente 40 euro per le spese di cui sopra ed, in particolare, coloro che riceveranno la Card entro il 31 dicembre, godranno di 120 euro a copertura del trimestre che va da ottobre a dicembre.
fonte: http://www.teleconsul.it/pianetalavoro/primo_piano/396.htm
CRISI FINANZIARIA: I CONSUMATORI DEVONO AVERE FIDUCIA
ARCO raccomanda i consumatori di non farsi prendere dal panico in un momento così delicato per la situazione economica internazionale, il consiglio è di aspettare ed avere fiducia; in termini pratici, non correre in banca per ritirare i propri soldi.Consigli per il risparmio garantito
- I conti bancari sono garantiti?
Sì: il Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) garantisce i conti bancari fino a 103.291,38 euro per depositario. La somma riguarda ciascun cliente e, se si hanno conti su più banche, ciascuna banca. Il limite invece resta a 103mila euro totali se si hanno più conti nella stessa banca. Per i conti contestati, la garanzia vale per ciascun cointestatario: se moglie e marito hanno un conto in comune la garanzia sale a oltre 206mila euro.
- Queste garanzie valgono anche per i conti online?
Che siano online o in una filiale bancaria, i conti correnti presentano le stesse garanzie: fino a 103.291,38 euro per depositario, nelle stesse forme e modalità valide per i conti correnti "tradizionali".
- La garanzia dei conti correnti bancari si estende anche a eventuali conti correnti cifrati?
I conti correnti cifrati sono garantiti alla stessa stregua degli altri, purché il titolare dimostri, documenti alla mano, di esserne il legittimo proprietario.
- E i libretti postali?
I libretti postali sono garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti, una società per azioni controllata per il 70% dallo Stato attraverso il Tesoro e per la restante parte da fondazioni, soprattutto bancarie. Il loro livello di garanzia è dunque del tutto assimilabile a quello offerto dai titoli di Stato italiani.
- Gli assegni circolari sono sicuri?
Sì, anch'essi sono garantiti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi per gli stessi ammontari indicati per il conto corrente bancario. Ogni istituto che emette gli assegni circolari deve depositare una cauzione presso la Banca centrale proporzionata all'ammontare dei titoli emessi.
- Posso stare tranquillo per i miei certificati di deposito?
Certo, il Fondo interbancario di tutela dei depositi garantisce anche quelli ma solo se nominativi, non al portatore, per gli stessi controvalori indicati per i conti correnti bancari.
- Chi garantisce il conto titoli?
Questo strumento è simile a una cassetta di sicurezza: custodisce azioni, bond e altri strumenti di investimento di proprietà del risparmiatore. È quindi separato dal patrimonio della banca: in caso di liquidazione di questa, i titoli verrebbero riconsegnati al risparmiatore.
- Sono sicuri i titoli di Stato?
È lo Stato che garantisce i Buoni ordinari del Tesoro e gli altri titoli pubblici come CTz, CcT o BTp e si impegna a restituire a chi li sottoscrive, a scadenze prestabilite, la somma investita oltre a un interesse che varia in base alle condizioni del titolo e alle oscillazioni del mercato.
- Qual è la situazione per i fondi comuni?
I fondi comuni, così come la loro versione quotata – gli Etf –, sono organismi di investimento collettivo del risparmio, prodotti da società di gestione del risparmio (Sgr) spesso controllate da istituti di credito ma autonome. Gli attivi sono custoditi da una banca depositaria. In caso di liquidazione della banca i patrimoni dei fondi comuni e degli Etf non sono interessati dalla liquidazione ma restano di proprietà del risparmiatore e gli vengono restituiti. Ovviamente l'andamento del mercato influenza il valore delle quote, che può salire o scendere.
- E per i fondi pensione?
Come i fondi comuni, anche i fondi pensione hanno un patrimonio separato da quello delle società che li gestiscono e quindi non sono coinvolti da una liquidazione di queste. Come per i fondi, però, il valore delle quote varia in funzione dei mercati.
Fonte: il sole 24 0re
OSSERVAZIONI SULL’INDEBITAMENTO DELLE FAMIGLIE ITALIANE
L’attuale incubo delle famiglie italiane è rappresentato dallo spettro del pignoramento del proprio appartamento in seguito al mancato pagamento delle rate del mutuo. La situazione è molto allarmante tanto che, al 31 agosto 2008, i tribunali italiani registravano in media un aumento del 30% dei pignoramenti immobiliari rispetto a luglio 2007.Novità Antiriciclaggio(D. Lgs. n. 231/07)
ASSEGNI BANCARI E CIRCOLARI*
- Gli assegni di importo pari o superiore a 5.000 euro devono riportare il nome o la ragione sociale del beneficiario e la clausola "NON TRASFERIBILE".
- Puoi comunque chiedere alla tua Agenzia, per iscritto, il rilascio di moduli di assegni bancari o l'emissione di assegni circolari, (per un importo inferiore a 5.000 euro) in forma libera e cioè senza clausola "NON TRASFERIBILE". In questo caso deve essere pagata a titolo di imposta di bollo la somma di euro 1,50 per ogni modulo di assegno bancario o assegno circolare.
- Negli assegni bancari e circolari richiesti o rilasciati senza la clausola "NON TRASFERIBILE", ogni girata deve sempre riportare il codice fiscale del girante. L'assenza del codice fiscale comporta la nullità della girata e l'assegno non può essere pagato**. È importante controllare che tutte le eventuali precedenti girate rechino il codice fiscale.
- I dati identificativi ed il codice fiscale di chi richiede moduli di assegno bancario o assegni circolari in forma libera e di chi li presenta all'incasso saranno comunicati alle Autorità pubbliche competenti che ne facciano richiesta.
- Gli assegni bancari emessi dal correntista a proprio favore (compresi quelli con espressioni tipo "a me stesso", "a me medesimo" o simili), di qualsiasi importo, non possono essere girati ad altra persona. Questi assegni possono solamente essere presentati ad una banca per l'incasso da parte del correntista stesso.
- Eventuali moduli di assegni già in tuo possesso possono essere utilizzati anche dal 30 aprile 2008 in poi, avendo cura di rispettare da tale data le disposizioni sopra indicate.
DENARO CONTANTE E TITOLI AL PORTATORE (compresi i libretti di deposito al portatore)
- È vietato il trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore, effettuato per qualsiasi motivo tra soggetti diversi, quando il valore dell'operazione, anche frazionata, è complessivamente pari o superiore a 5.000 euro; il trasferimento può essere eseguito solo per il tramite di banche, istituti di moneta elettronica e Poste Italiane Spa.
LIBRETTI DI DEPOSITO AL PORTATORE
Oltre alle limitazioni sopraindicate relative al trasferimento di denaro contante e titoli al portatore, ai libretti di deposito al portatore si applicano anche le seguenti specifiche disposizioni:
- Il saldo dei libretti di deposito bancari al portatore emessi dal 30 aprile 2008 deve essere inferiore a 5.000 euro.
- I libretti di deposito bancari con saldo pari o superiore a 5.000 euro esistenti al 30 aprile 2008 devono essere estinti oppure ricondotti ad un saldo inferiore a 5.000 euro entro il 30 giugno 2009.
- In caso di trasferimento di un libretto di deposito bancario al portatore di qualsiasi importo, il cedente comunica alla banca emittente, entro 30 giorni, i dati identificativi del soggetto al quale il libretto è stato ceduto e la data di trasferimento. Per i trasferimenti di libretti avvenuti prima del 30 aprile 2008, è anche ammesso che il soggetto al quale il libretto è stato ceduto rilasci alla banca un'autocertificazione relativa al trasferimento stesso.
*Le stesse regole valgono anche per gli assegni di conto corrente postale ed i vaglia postali e cambiari.
** L'unica eccezione riguarda chi pone all'incasso l'assegno, che non deve apporre il codice fiscale qualora sia già identificato quale cliente della banca ovvero qualora venga identificato al momento dell'incasso medesimo.
*** Le stesse regole valgono anche per i libretti di deposito postale al portatore.
Michele Lioia - dottore commercialista
Guida al mercato finanziario (Parte terza)
Applicare una strategia e pianificare un investimento significa non solo decidere quando comprare o vendere determinati prodotti finanziari, ma assumere un approccio mentale corretto. Non è infatti sufficiente conoscere i principi e le regole dei mercati finanziari per poter realizzare investimenti sicuri e remunerativi: esistono motivi irrazionali, percezioni errate e convinzioni personali che possono condurre a decisioni sbagliate. Se stai pianificando d’investire i tuoi risparmi, devi prestare particolare attenzione ad alcuni aspetti:
. Ricorda che nessuno regala soldi a nessuno, fai quindi attenzione alle proposte di facili guadagni!
. Verifica la coerenza dell’investimento con il tuo profilo personale in termini di reddito, capacità economica generale, permanenza di tale capacità economica per tutta la durata dell’investimento, età e livello d’istruzione, professione svolta o eventuale pensionamento nel corso dell’investimento.
. Raccogli informazioni dettagliate riguardanti tipologia, funzionamento e ripartizione dell’investimento; scelta dei prodotti finanziari; andamento del fondo/titolo nel quale si vuole investire; grado di sicurezza dell’investimento ed eventuali rischi.
. Ottieni risposte precise in merito a quanti soldi vengono trattenuti per le commissioni; quali sono e a quanto ammontano i costi di gestione; se, e a che prezzo, puoi avere i soldi investiti prima della scadenza, qualora ne avessi necessità.
. Nel dubbio, pretendi sempre una corretta e piena informazione sui prodotti finanziari.
. Non seguire le mode passeggere trascurando il buonsenso e la razionalità e non fidarti dei “consigli” interessati.
I doveri del promotore finanziario
Il promotore finanziario è tenuto all’osservanza di puntuali disposizioni nei confronti dei suoi clienti. Sin dal primo contatto, deve consegnare i suoi dati identificativi (iscrizione all’albo, dati anagrafici, estremi del domicilio professionale) e fornire un’adeguata comunicazione informativa. Inoltre, prima di far firmare qualsiasi carta, il promotore si deve informare sull’esperienza che il suo cliente ha maturato in materia d’investimenti finanziari, sulla sua situazione finanziaria, i suoi obiettivi d’investimento e la propensione al rischio. È inoltre tenuto ad illustrare in modo chiaro ed esauriente gli elementi essenziali dell’operazione, del servizio o del prodotto in questione, con particolare riguardo ai relativi costi e rischi patrimoniali e all’adeguatezza dell’operazione in rapporto alla specifica situazione del cliente. Infine, deve aver consegnato copia del prospetto informativo o degli altri documenti informativi, ove prescritti. Una volta sottoscritto il contratto, il promotore finanziario dovrà fornire copia dei contratti, delle disposizioni d’investimento o disinvestimento e di ogni altro documento sottoscritto dal cliente. Inoltre, in caso di variazione dei suoi dati, dovrà provvedere a consegnargli copia di una sua dichiarazione da cui risultino aggiornati gli elementi identificativi.
I diritti del consumatore
Banche e operatori finanziari per legge hanno obblighi precisi nei confronti del cliente. Sono tenuti ad adottare un comportamento diligente, trasparente, corretto e professionale, acquisendo tutte le informazioni necessarie sulla situazione del cliente, definendone il relativo profilo in termini di esperienza in materia di investimenti, situazione patrimoniale, capacità di investimento, obiettivi e propensione al rischio. È inoltre importante che essi forniscano al cliente informazioni sui rischi generali degli strumenti finanziari, su quelli della specifica operazione e sull’andamento dell’investimento quando questo presenta perdite effettive o potenziali. È inoltre loro dovere verificare l’adeguatezza del tipo di operazione con il profilo del cliente ed adottare le misure idonee a salvaguardare i suoi diritti.
La tutela del risparmio
Eventi recenti (basti pensare al gran numero di risparmiatori che si sono trovati in possesso di obbligazioni o azioni quasi senza valore a seguito del fallimento di diverse imprese), hanno fatto perdere la fiducia nelle istituzioni bancarie e mostrato come in Italia non sia più rinviabile una riforma delle norme di tutela del risparmio. Anche se alcuni tribunali di primo grado hanno riconosciuto la responsabilità di certe banche per il mancato rispetto delle regole di condotta imposte dalla legge nella prestazione dei servizi di investimento, la difficoltà di approvazione della “legge sul risparmio”, abbinata alla lentezza della giustizia italiana, rendono spesso difficoltosa la tutela legale degli interessi di tanti risparmiatori. Anche per questo motivo è opportuno familiarizzare con un insieme di strumenti di tutela, diretti e indiretti, per non limitarsi alla sola tutela legale, spesso indispensabile. È comunque l’informazione il primo elemento di tutela in settori tecnici come quello finanziario, in cui i risparmiatori, spesso non forniti di adeguata conoscenza, vengono bombardati da messaggi pubblicitari che possono indurre ad investimenti non corretti. Nella giustizia ordinaria infatti, aspetti come il gran numero di processi, la loro lunghezza e i costi elevati, spesso scoraggiano l’effettiva tutela dei diritti dei consumatori.
Valuta bene: a volte può essere molto più conveniente risolvere le conflittualità in una fase precedente, anche mediante un accordo. In particolare, per tutela extragiudiziale si intende quell’insieme di strumenti di cui può disporre il consumatore per risolvere le controversie in via alternativa alla giustizia ordinaria.
Il ruolo delle associazioni dei consumatori
Per tutelare i propri diritti, può essere d’aiuto rivolgersi ad un’associazione di consumatori accreditata a livello nazionale, come ARCO, che svolge attività d’informazione, consulenza, formazione e tutela legale ed extragiudiziale con i conciliatori. ARCO, ogni giorno, raccoglie segnalazioni offrendo assistenza e consulenza
Servizi:
Per conoscere ARCO, le sue attività e la sede a te più vicina, vai su www.arcoconsumatori.it
Le controversie con le banche
In campo finanziario, il consumatore può intraprendere diverse strade di tutela extragiudiziale:
. il ricorso all’Ombudsman;
. il ricorso all’Antitrust per pubblicità ingannevole;
. la conciliazione (quest’ultima rappresenta un’esperienza limitata alla recente crisi del risparmio).
Ombudsman o giurì bancario
L’Ombudsman è stato istituito nel 1993, su iniziativa dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana), per risolvere gratuitamente le controversie, tra banche ed intermediari da un lato, e con la clientela, dall’altro. È un organismo collegiale, autonomo e indipendente al quale, dal 1° gennaio 2006, può far ricorso qualsiasi cliente bancario che abbia subito un danno economico non superiore a 50 mila euro. Prima di questa data potevano ricorrere solo i consumatori e nel limite dei 10 mila euro. Prima di chiamare in causa l’Ombudsman, il cliente si deve rivolgere all’Ufficio reclami della banca o dell’intermediario finanziario con il quale è in lite; questi, entro 60 giorni (90 in caso di ricorso su prodotti finanziari), dovrà accogliere o meno il reclamo. In assenza di risposta, o a fronte di una risposta negativa, il cliente potrà ricorrere (entro un anno) all’Ombudsman, che avrà 90 giorni per prendere una decisione. Nel caso in cui l’Ombudsman prenda una decisione sfavorevole per il cittadino, quest’ultimo mantiene comunque il diritto di rivolgersi all’autorità giudiziaria; la decisione dell’Ombudsman, infatti, è vincolante per la banca o per l’intermediario finanziario, ma non priva il cliente del diritto di rivolgersi comunque all’autorità giudiziaria.
Pubblicità ingannevole e Antitrust
È da ritenersi ingannevole ogni messaggio pubblicitario che, in qualunque modo, possa indurre in errore le persone, pregiudicando in tal modo il loro comportamento economico, o danneggiare un concorrente. La legge sanziona con multe molto salate chi promuove prodotti i cui requisiti non rispondano a verità; l’obiettivo è impedire l’acquisto di beni e servizi sulla base di informazioni non corrette che possano indurre ad una rappresentazione non veritiera della realtà. L’Autorità garante per la concorrenza e il mercato (Antitrust) vigila a tutela del consumatore in tema di pubblicità ingannevole, ma non può agire d'ufficio. Essa si attiva solo a seguito di una denuncia effettuata da singoli consumatori, associazioni dei consumatori, concorrenti delle imprese che diffondono presunti messaggi ingannevoli, Ministero delle Attività Produttive e
Pubblica Amministrazione (PA). In tema di tutela del risparmio e pubblicità ingannevole, si può chiedere al giudice di annullare il contratto perché mancante di quella trasparenza necessaria a rendere consapevole il risparmiatore (per esempio perché contiene clausole eccessivamente onerose per il risparmiatore o esposte in modo poco chiaro, se non addirittura nascoste nel messaggio pubblicitario).
La conciliazione
La conciliazione è una delle modalità alternative al sistema giudiziario, con le quali i cittadini possono tutelare i propri diritti. La conciliazione, favorita dalla Comunità Europea, si basa su accordi tra associazioni dei consumatori da un lato, e aziende o PA dall’altro, per trovare soluzioni idonee ai problemi che si presentano sul versante dei rapporti tra consumatori e servizi di pubblica utilità; nel nostro caso tra risparmiatori e servizi bancari e finanziari. In ambito bancario, la conciliazione, così come si è diffusa a seguito di recenti scandali finanziari, non è regolata da leggi bensì da accordi volontari tra le parti, che congiuntamente stabiliscono procedure per la gestione dei conflitti. I risultati ottenuti con i tavoli di conciliazione, seppur ancora provvisori e con molti limiti, sono una risposta concreta alla volontà di migliorare la relazione tra clienti e banche; di fatto, si devono alla conciliazione i principali risultati in termini di tutela dei diritti dei consumatori ottenuti negli ultimi anni. Vi sono tuttavia dei limiti: solo il 16% dei cittadini interessati ha potuto accedere a tavoli di conciliazione mentre il restante 84% ne è rimasto escluso in quanto clienti di istituti di credito che non hanno voluto attuare alcuna procedura di conciliazione.
Guida al mercato finanziario (parte seconda)
I prodotti monetari sono strumenti di investimento caratterizzati da rischio basso e rendimento minimo. Il tipico prodotto monetario è il BoT, titolo garantito dallo Stato a zero interesse, a cui si aggiungono diverse tipologie di strumenti bancari di deposito (come i certificati di deposito) i cui rendimenti dipendono dalla “salute” delle banche. I principali titoli di Stato italiani sono i BoT (Buoni ordinari del Tesoro), i BTP (Buoni del Tesoro Poliennali), i CCT (Certificati di Credito del Tesoro) ed i CTZ (Certificati del Tesoro Zero coupon). Nel nostro Paese esistono valide garanzie per evitare stati d’insolvenza bancaria.
Le obbligazioni
Le obbligazioni sono una forma d’indebitamento alla quale ricorrono imprese, Stati, enti pubblici e banche (cosiddetti “emittenti”) per procurarsi i finanziamenti necessari allo svolgimento delle proprie attività. I risparmiatori che acquistano obbligazioni prestano una somma di denaro a fronte di ricevere, a una scadenza prestabilita, la stessa somma incrementata di un interesse.
Tra i diversi tipi di obbligazioni, si distinguono le obbligazioni con cedole (che danno un interesse periodico) e le “zero coupon”, cioè obbligazioni senza cedole che vengono rimborsate alla scadenza. Le obbligazioni presentano dei rischi legati a:
. mancato rimborso del capitale e del pagamento degli interessi;
. variazione del valore dell’obbligazione in caso di vendita anticipata rispetto alla data di scadenza.
Il rendimento o valore di mercato delle obbligazioni dipende da quattro elementi:
· . andamento dei tassi di interesse di mercato, stabiliti dalla Banca Centrale Europea; al diminuire dei tassi, il valore dell’obbligazione aumenta, in caso contrario diminuisce;
· . cedola (tasso d'interesse pagato periodicamente da chi emette l’obbligazione);
· . scadenza dell’obbligazione;
· . rischio d’insolvenza dell’emittente.
Il rischio d’insolvenza degli emittenti, sia in termini di mancato pagamento degli interessi che del rimborso del capitale, è stimato da agenzie specializzate, che esprimono un giudizio sul grado di rischio detto “rating” o “merito di credito”. Più il giudizio è positivo, più il punteggio è alto: di conseguenza si tratterà di un’attività finanziaria a basso rischio per l’investitore e con basso rendimento.
Le azioni
Nel mondo finanziario, l'azione rappresenta una quota della proprietà di una società; possederne quanto meno una, è la condizione necessaria per essere soci di una società per azioni.
Il risparmiatore che acquista azioni:
· . diviene azionista della società che le ha emesse;
· . partecipa in prima persona ai rischi connessi all'attività di impresa;
· . beneficia dell'eventuale ripartizione degli utili (dividendi).7
Ricorda sempre che l’investimento in azioni è generalmente ad alto rischio con possibilità di ottenere elevati guadagni, ma anche consistenti perdite patrimoniali. I rischi sono legati a:
. mancata distribuzione degli utili;
. perdita di parte del capitale investito in caso di crollo del valore delle azioni.
Il rendimento di un’azione dipende dai dividendi e dal cosiddetto “capital gain”, cioè dalle variazioni positive di valore delle azioni possedute dall’azionista. Quando si decide di venderle, se le azioni avranno aumentato il loro valore, allora vi sarà un guadagno; in caso contrario, ci sarà una perdita dei soldi investiti.
Il valore delle azioni dipende da una serie di fattori:
. andamento della società, ossia quando la società annuncia un incremento di utili, il valore delle azioni aumenta; in caso contrario diminuisce;
. notizie false o vere (“rumors”), previsioni, fiducia degli investitori, ondate speculative.
È’ saggio “diversificare” l’investimento e non investire in un unico prodotto finanziario (azione, obbligazione, etc.) di una singola società o di società di un unico settore.
Attenzione! Controlla che le obbligazioni e le azioni che intendi acquistare siano quotate nel mercato dei prodotti finanziari, in modo da poterle vendere in caso di bisogno. Ricorda di verificare sempre il livello di rischio prima di acquistare obbligazioni od azioni, ed il profilo rischio/rendimento del fondo, chiedendo informazioni agli operatori o consultando la stampa specializzata.
I fondi comuni d’investimento
Gestiti da operatori finanziari, i fondi comuni sono prodotti d’investimento che funzionano come una cassa collettiva dove confluisce il risparmio di tanti risparmiatori; essi garantiscono un rendimento variabile a seconda dell’andamento sul mercato delle attività (azioni e obbligazioni) possedute dal fondo.
Esistono diversi tipi di fondi comuni d’investimento, tra i quali:
. fondi azionari, che investono in azioni, obbligazioni convertibili in azioni e in titoli simili;
. fondi obbligazionari, che investono in titoli di Stato e in obbligazioni ordinarie;
. fondi bilanciati, che investono sia in azioni che in obbligazioni.
Il risparmio gestito
Con l’espressione risparmio gestito si fa riferimento alla quota di risparmi personali affidata da singoli risparmiatori ad uno o più gestori professionali che, nell’ambito di un incarico ricevuto, provvedono ad amministrare le risorse loro conferite. Il risparmio gestito può assumere due diverse forme, una collettiva e l'altra individuale. La differenza risiede nel fatto che nelle gestioni individuali il risparmiatore può chiedere delle personalizzazioni nella gestione del risparmio, mentre in quelle collettive non ha voce in capitolo sulle scelte prese dal gestore del fondo.
Mercati e indici
Il mercato finanziario è il luogo dove avviene lo scambio di strumenti finanziari di varia natura ed il trasferimento dei risparmi dai soggetti risparmiatori (soprattutto le famiglie) a coloro che li richiedono (imprese e Stato) per le loro attività. In linea generale, esistono due principali mercati di prodotti finanziari: il mercato dei titoli azionari (Borsa) ed il mercato delle obbligazioni e dei titoli di Stato (Mot).
Attenzione! Nei mercati finanziari i prezzi dei prodotti d’investimento sono in continuo movimento. Tale movimento non riguarda solo le azioni, come molti pensano, ma anche le obbligazioni. Gli indici sono uno strumento di analisi dell’andamento dei mercati e permettono di esprimere in modo sintetico la variazione dei prezzi delle attività finanziarie di un mercato o di un segmento di mercato. Essi sono molto importanti per l’investitore, in quanto costituiscono un parametro di riferimento (cosiddetto “benchmark”) con cui confrontare l’andamento dei propri investimenti.
Investimenti socialmente responsabili
Si parla di Investimento Socialmente Responsabile (ISR) quando considerazioni di ordine ambientale e/o sociale integrano le valutazioni di carattere finanziario che vengono effettuate nel momento delle scelte di acquisto o di vendita di un prodotto finanziario. In sostanza, l’ISR seleziona azioni od obbligazioni di imprese che, rispettando alcuni criteri di responsabilità sociale, mostrano un comportamento virtuoso e contribuiscono allo sviluppo di un sistema economico solidale e sostenibile.
Ricorda! Investire in modo responsabile non significa fare una donazione o rinunciare a rendimenti conseguibili attraverso investimenti di tipo tradizionale, ma indirizzare il risparmio secondo principi etici e responsabili.
Guida al mercato finanziario (parte prima)
Le attività finanziarie
Sono così definiti i prodotti o strumenti d’investimento, per esempio i titoli obbligazionari (le obbligazioni) e azionari (le azioni), i Buoni del Tesoro dello Stato, i fondi d’investimento. Acquistare attività finanziarie significa decidere di rinunciare al proprio denaro, oggi, per averlo domani, facendolo passare dalle nostre tasche a quelle del destinatario del prestito. Chi presta denaro riceve in cambio un certo tasso d’interesse, che permette al capitale investito di aumentare nel tempo. Il tasso d’interesse infatti è il “prezzo” della moneta (o costo del denaro): chi ottiene denaro in prestito, deve pagarne il costo. Nello scegliere fra tenere i tuoi soldi o investirli in attività finanziarie, tieni sempre in conto:
il reddito disponibile . solo se hai più reddito di quanto ti è necessario oggi, potrai destinarne una parte al risparmio e al consumo futuro;
il livello di spese previste . se vai incontro a molte spese è ragionevole detenere sufficiente moneta;
il tasso di interesse . l’unica ragione per prestare denaro e non tenerlo “sotto il materasso” è farlo fruttare sotto forma d’interesse.
Il risparmio
Il reddito che guadagniamo entra nei nostri portafogli sotto forma di denaro; di questo denaro, una parte viene consumata, mentre il resto viene messo da parte, risparmiato. Il risparmio è una risorsa preziosa che dev’essere tutelata ed impiegata nel modo più efficiente, produttivo e sicuro possibile. Dalle scelte di risparmio e d’investimento dipende tanto il futuro economico dei singoli risparmiatori, quanto il destino del sistema economico nel suo insieme. Per questo motivo il risparmio deve essere considerato come un “bene comune” e tutelato come tale. I risparmi possono essere conservati sotto forma di moneta o di depositi (bancari o
Pianificare significa porsi delle domande per evitare scelte sbagliate. La scelta d’investire deve partire dall’individuazione di un bisogno (l’acquisto della casa, l’istruzione dei figli, l’integrazione futura della pensione, etc.) e deve sempre essere frutto di una scelta ponderata.
Si investe solo quando:
. esiste un motivo valido per farlo;
. ci sono le risorse economiche sufficienti;
. si hanno chiari i concetti di rischio e di rendimento.
Ricorda, è pericoloso prendere una decisione d’investimento affidandosi completamente ad altri (consulenti, amici, etc.) senza avere una precisa volontà ed un chiaro obiettivo: per chi non sa dove andare, qualsiasi strada è buona!
Il profilo rischio/rendimento
Prima di acquistare un qualsiasi prodotto finanziario è necessario conoscerne il livello di rischio e di rendimento.
Il rischio rappresenta una dimensione ineliminabile dell’investimento ed è quindi un elemento di valutazione fondamentale. Esso è legato a:
. la possibilità di una perdita, se pur parziale, del capitale investito;
. un rendimento dell’investimento inferiore rispetto alle attese o del tutto assente.
Non esistono investimenti del tutto privi di rischio, in quanto investire significa rinunciare a del denaro certo (oggi) per un flusso di denaro futuro incerto (domani).
Per rendimento si intende la differenza tra il prezzo di acquisto e il rimborso che si ottiene a scadenza. Il rendimento è solo una delle componenti che definisce un investimento, poiché esso dipende da altre due variabili fondamentali quali il tempo e il rischio. A volte, il primo criterio che adottiamo per valutare un investimento è il rendimento: questa è la strada più facile per condurre a scelte sbagliate. .
· Rischio basso (Buoni del Tesoro, certificati di deposito, etc.)= rendimento basso ma massima sicurezza e fiducia negli emittenti, cioè in imprese, Stati, enti pubblici o banche che garantiscono la restituzione del prestito. Esistono infatti emittenti più o meno solidi da un punto di vista finanziario.
· . Rischio medio-basso (obbligazioni di emittenti in “salute”)= rendimento minimo ma rischi contenuti.
· . Rischio medio-alto (investimenti bilanciati tra azioni e obbligazioni, etc.)= rendimenti più elevati ma rischio di perdere parte del capitale iniziale.
· . Rischio alto (azioni, fondi azionari, etc.)= massimi rendimenti ma rischio elevato di perdere l’intero capitale.
Valuta bene: quando acquistiamo un prodotto d’investimento (azione, obbligazione, fondo comune, titoli di Stato, etc.) è bene pensare alla destinazione reale dei nostri soldi, e non solo al livello di rendimento che l’operazione può offrire. Capire la destinazione reale di un investimento aiuta a comprendere meglio i rischi e le opportunità legati alle nostre scelte di risparmio.
Disclaimer Informativa privacy
